Chiesa di San Bernardino

Una prima chiesa intitolata a S. Bernardino, con annesso convento francescano dei frati Minori Osservanti, già esisteva nel 1454 extra moenia, nelle immediate vicinanze dell’abitato, oltre il fiume Serio.

La sua distruzione avvenuta nel 1514 per mano dei Milanesi, allora in guerra con i Veneziani, indusse i Cremaschi a riedificare un secondo complesso conventuale, stavolta in luogo più sicuro, all’interno delle mura cittadine. La nuova fabbrica venne iniziata nel 1518, a cento anni esatti dalla visita in città dello stesso san Bernardino da Siena, predicatore lui medesimo e figura di spicco del movimento dell’Osservanza francescana. La chiesa era già completata nel 1534.

L’edificio incombe sulle anguste vie del centro storico con la sua mole fuori scala, ispirata al gigantismo architettonico di Leon Battista Alberti. Esternamente l’asciutta semplicità delle linee e delle decorazioni rispecchia lo stile di vita frugale e austero dei Francescani. Sul fianco meridionale possenti contrafforti bilanciano le spinte laterali della pesante volta a botte della navata.

La scarna sobrietà dell’esterno contrasta con la ricca vivacità dell’interno. L’aula unica (la più grande in città) è affiancata da sei cappelle per lato; presenta un ambiente vasto e spazioso, adatto alla grande predicazione cui i Francescani erano dediti (vedi anche chiesa di San Domenico). Qui si squaderna una vera e propria pinacoteca, quasi una summa dell’arte figurativa locale dal ’500 (Vincenzo Civerchio, Aurelio Busso) al ’600 (Giovan Angelo Ferrario, Tomaso Pombioli, Gian Giacomo Barbelli, Giovan Battista Lucini, Giovanni Battista Brunelli) fino al ’700 (Mauro Picenardi) e oltre (con Luigi Manini che nel 1868 diede uniformità scenografica ridecorando tutto l’interno).

Tra stucchi, opere d’intaglio, tele e affreschi gli artisti hanno via via omaggiato: corporazioni cittadine (Orefici e Maniscalchi, Lanaioli, Sarti erano titolari dei rispettivi altari di cui dovevano garantire decoro e manutenzione), i campioni della fede francescana (san Francesco, san Bernardino da Siena, san Giovanni da Capestrano, san Bernardino da Feltre, san Pietro d’Alcantara) e alcuni capisaldi della Controriforma (la devozione mariana, il valore dei sacramenti, il culto dell’angelo custode).

Il convento (la cui antica porta d’ingresso ancora si vede oltre la facciata della chiesa) si sviluppava verso nord, rinserrato tra le attuali vie Cesare Battisti e Giovanni Bottesini. Soppresso da Napoleone nel 1810, fu adibito a educandato femminile dal 1857 al 1972. Attualmente la chiesa, in virtù della sua perfetta acustica, viene anche impiegata nella doppia veste di auditorium, con intitolazione a “Bruno Manenti”.

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Chiesa di San Bernardino

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La chiesa di San Bernardino ospita due pregevoli manufatti di arte organaria. Il primo è posto nell’abside e fu commissionato a Costanzo Antegnati nel 1580. Ampliato nel secondo ’700 dai bergamaschi Serassi, verrà ricostruito dal cremasco Pacifico Inzoli nel 1884 reimpiegando quasi tutte le canne originarie.
Sopra la porta d’ingresso invece si può ammirare la spettacolare cassa dell’organo voluto per la cattedrale nel 1647 dal Consorzio della Misericordia. Rimase in controfacciata del Duomo cremasco fino al 1913, quando venne rimosso e ricollocato in San Bernardino in seguito ai restauri della stessa cattedrale. Vero capolavoro d’intaglio, è opera di Peranda da Caravaggio.