Acqua

Acqua

Il territorio cremasco, l’Insula Fulcheria, è connotato dalla presenza di due fiumi, il Serio e l’Adda. Nell’XI secolo esso prese forma e si organizzò intorno al castrum di Crema, che divenne ben presto un centro economico, politico e militare di caratura urbana. A favorire l’abitabilità di alcune parti del territorio concorse anche la laboriosità degli ordini monastici, benedettini e cistercensi (di San Pietro di Cerreto), che vi operarono importanti bonifiche.

Crema sorge sulla riva destra del fiume Serio: fin dalle origini l’acqua vi ha svolto un ruolo predominante, costituendone la difesa naturale anche grazie alla palude del Moso, nonché una risorsa preziosa per le attività produttive (agricoltura, allevamento, trasporti, scambi commerciali). Lo stesso toponimo “moso” (anche nella variante “mosa”) starebbe infatti ad indicare un impaludamento, un’area acquitrinosa, un pantano. Il termine, derivante da una voce latina basso-medievale, andrebbe probabilmente ricondotto ad una base germanica, che trova corrispondenza nell’attuale moos tedesco: “muschio”.

Le vie d’acqua dunque hanno sempre avuto per il territorio cremasco un peso rilevante. La via dil padule, usata fino al XVI secolo, allacciava Crema ai paesi rivieraschi ed era percorsa da imbarcazioni a fondo piatto e dal minimo pescaggio. I corsi che defluivano dal Moso, sfruttando dislivelli naturali e brevi salti creati con opere di piccolo impegno, azionavano mulini, folli, mantici di fucine e forni.

Inoltre già all’epoca di Federico Barbarossa la città contava sulla presenza di due rogge, la Crema e il flumen Rii (il Rino), che la cingevano comprendendo gli attuali borghi di San Giacomo e della SS. Trinità. Non più visibili, ne resta memoria in alcuni toponimi come nell’attuale vicolo Rino, nella zona dell’ex convento di Sant’Agostino (costruito a cavallo del fossato); nella via Ponte della Crema, a ricordo di un ponte che collegava due zone del quartiere ‘San Pietro’ separate appunto dall’omonima roggia; o ancora nella via Valera, da ‘valle’, ad indicare la discesa verso il Serio che sfiorava l’abitato con le sue piene.

Due strade affiancavano il Rino e i loro tracciati ancora oggi si possono seguire attraversando il Borgo di San Giacomo e la via Matteotti. Il fossato proseguiva all’altezza di Piazza Premoli: ne resta memoria nel basso arco murato in via Teresine ma anche in quegli spazi vuoti, oggi cortili, che si susseguono fino al santuario di Santa Maria delle Grazie, dove si trovava la vasca (mòia) per tingere i panni, attività praticata dagli Umiliati della Trinità. Anche l’ampio spazio davanti alla chiesa della SS. Trinità indica quello che era il passaggio del Rino; vi si conserva un’immagine sacra (santella), posta, come consuetudine, a simbolica protezione dell’incrocio tra una strada e un fosso.

La Crema, l’unico corso di origine naturale, proveniente dalla palude, oggi interrata sotto il mercato coperto di via Verdi, proseguiva lungo la via Bottesini, dove in epoca medievale sorgeva una struttura difensiva (la Rocchetta) che controllava le barche provenienti dalla palude del Moso. Infine si gettava nel Serio oltre l’attuale Piazza Garibaldi, dove riceveva anche le acque del Rino. 

Ricordiamo infine che i fiumi tracciarono nel territorio importanti confini politici: il tratto del fiume Serio tra Castelgabbiano e Mozzanica e il corso dell’Adda per secoli hanno separato i territori della Repubblica di Venezia da quelli del Ducato di Milano.

 

Chiesa della Santissima Trinità

La Chiesa è stata edificata tra il 1737 e il 1740 su un’area destinata al culto della Trinità già dal secolo XI. Tre furono gli edifici ecclesiastici che precedettero l’attuale edificio.

Chiesa di San Benedetto

La chiesa di san Benedetto si trova nella zona orientale della città, originariamente ubicata in uno dei tre borghi esterni alla città, è stata poi inglobata dalla nuova cerchia muraria eretta durante la dominazione veneta.

Chiesa di San Bernardino

Una prima chiesa intitolata a S. Bernardino, con annesso convento francescano dei frati Minori Osservanti, già esisteva nel 1454 extra moenia, nelle immediate vicinanze dell’abitato, oltre il fiume Serio.

Il Duomo di Crema

La Chiesa di Santa Maria Assunta viene costruita tra il 1284 ed il 1341 sulle rovine di un precedente edificio sacro romanico gravemente danneggiato nel gennaio 1160 dai soldati cremonesi alleati dell’imperatore Federico Barbarossa.

L’ex convento di Sant’Agostino

Giovanni Tommaso Vimercati nel testamento del 15 ottobre 1422, per riscattare la memoria del padre e del nonno arricchitisi con l’usura, destinò parte dei suoi beni alla costruzione di una chiesa e di un convento per i padri Agostiniani.

Palazzo Barbara già Vimercati Zurla

In luogo dell’attuale palazzo doveva trovarsi, almeno dal Quattrocento, uno stabile di proprietà della famiglia Vimercati, cui subentrarono gli Zurla sullo scorcio del Seicento (le due casate erano imparentate già dal 1484). È proprio ai secondi che si deve la ristrutturazione dell’edificio nelle forme poi giunte fino a noi ed espressione del barocco più classico e solenne.

Porta Serio

Porta Serio è la porta orientale della città; deve il suo nome al fiume che scorre poco fuori dal centro storico e che un tempo costituiva un’importante via di comunicazione.