L'ex convento dei Domenicani

Una prima fondazione domenicana in città risalirebbe ai primi del '300. Di lì a poco i cremaschi avrebbero fatto dono a frate Venturino da Bergamo di una “chiesoletta” intitolata a San Pietro Martire.

Questa venne poi sostituita da una nuova e definitiva fabbrica (1463-1471) che, ben più grande della precedente, la incorporò nella zona absidale. Essenziale nella linea (facciata “a capanna”), austera nei materiali (quelli poveri che abbondavano nelle nostre zone: il cotto per l’alzato e il legno per la copertura), sobria nell’apparato decorativo la chiesa parlava la lingua quotidiana della gente semplice. In quanto ordine predicatore e mendicante infatti quello domenicano rivolgeva la sua azione ai bisognosi e agli indigenti; i frati, come fossero i “cani del Signore”, fedeli alla sua parola ne seguivano l’esempio (Domini canes, per l’appunto).

Al suo interno la chiesa presenta una navata unica, progettata per non avere ingombri e ospitare così il maggior numero di fedeli che qui convenivano per ascoltare le prediche dei frati. In corrispondenza del presbiterio sono ancora visibili alcuni lacerti di affreschi del XV secolo.

Il resto della struttura conventuale si sviluppava verso sud, chiuso dall’attuale via Verdelli. Il complesso è stato però molto rimaneggiato negli spazi e nei volumi, per le varie destinazioni d’uso che lo hanno interessato nel corso del tempo. Dei tre chiostri originari ne rimangono due, il terzo essendo stato abbattuto per lasciar posto nel 1842 al mercato coperto tuttora presente.

Nell’ex refettorio (oggi foyer del teatro S. Domenico) sono stati recuperati affreschi del XVI secolo: alle pareti figure di frati domenicani; su quella meridionale, l’episodio della “Cena della Mascarella”, in cui san Domenico moltiplica i pani per soccorrere i suoi confratelli affamati. Lungo il lato orientale dei chiostri due bifore gotiche e una porta ogivale ricordano la collocazione della sala capitolare.

Nel corso del tempo il complesso ha subito molteplici trasformazioni e riadattamenti. Confiscato e trasformato in caserma da Napoleone (1798), divenne poi – tra le altre cose – maneggio, ricovero per colerosi, scuola d’infanzia, mercato, sede di un istituto professionale, palestra. Nel 1994 si avviarono i lavori di recupero per riqualificare la struttura che venne poi convertita nel nuovo teatro cittadino, inaugurato il 27 novembre 1999. Altri ambienti ospitano invece l’Istituto musicale “Luigi Folcioni”.

Tags: Terra, Fuoco

Fuoco

Fuoco

A partire dal 1614 ai Domenicani di Crema venne affidata la gestione del tribunale dell’Inquisizione. Nata per volere di papa Paolo III nel 1542, questa istituzione aveva lo scopo di sorvegliare che la dottrina cristiana venisse praticata secondo le forme canoniche e ortodosse. Venivano pertanto perseguitati coloro che se ne discostavano, soprattutto eretici, ebrei, maghi e streghe. Forzati con la tortura a convertirsi o a ritrattare le proprie posizioni, in caso di resistenza a costoro veniva riservato il rogo. Anche a Crema, nella piazza antistante il convento domenicano, nel corso del XVII secolo vennero consumati roghi, non però di eretici in carne e ossa bensì di loro pubblicazioni e materiale propagandistico.

Terra

Terra

I restauri hanno rivelato che in origine le parti in terracotta avevano particolari finiture: il rosone era colorato di giallo e blu, le lesene di rosso come anche le colonnine della facciata che dovevano sembrare fatte in marmo rosso di Verona.

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