L’ex convento di Sant’Agostino

Giovanni Tommaso Vimercati nel testamento del 15 ottobre 1422, per riscattare la memoria del padre e del nonno arricchitisi con l’usura, destinò parte dei suoi beni alla costruzione di una chiesa e di un convento per i padri Agostiniani.

A causa di vari impedimenti le sue volontà furono realizzate solo nel 1439 grazie a Gian Rocco de Porzi, il primo priore, che, oltre alla costruzione degli edifici, diede avvio all’Osservanza agostiniana di Lombardia. Il convento di Crema si fece infatti portatore dell’esigenza di un rinnovamento spirituale e di una visione umanistica della storia della salvezza che si diffuse in tutta la provincia lombarda e oltre, tanto che nel 1539 ben settantasette conventi della congregazione dipenderanno da Crema (tra questi ricordiamo Santa Maria della Cella a Genova, Sant’Agostino a Bergamo, Santa Maria Incoronata a Milano, Sant’Agostino a Cremona, Santa Maria del Popolo a Roma, Sant’Agnese a Mantova e altri a Pavia, Brescia, Bassano, Napoli, Savigliano, Savona).

La chiesa si affacciava sul lato est della piazza; rinnovata a partire dal 1641 dall’architetto milanese Francesco Richini, nel 1797 viene soppressa e in seguito abbattuta (1830-40). Sopravvive, invece, l’ampio convento che, terminato nel 1497, si articola attorno a due chiostri ad archi a sesto acuto sostenuti da pilastri in laterizio con capitelli a cubo scantonato. Dopo l’allontanamento dei frati viene adibito in un primo tempo ad Ospedale degli Infermi e, poi, a caserma. Nel 1958 la struttura viene acquisita dal Comune di Crema che ne promuove il restauro e la destina ad accogliere la biblioteca ed il Museo civico di Crema e del Cremasco. Tra gli ambienti conventuali ancora conservati spiccano, al piano terreno, l'ex refettorio affrescato nel 1507 da Giovan Pietro da Cemmo e l'antica sala capitolare con volta ad otto spicchi sottolineati da cordoli in cotto che accoglie la sezione di arte moderna, mentre al primo piano troviamo l'ex biblioteca conventuale e gli accessi di alcune celle ornati da immagini “a fresco” di profeti e soggetti cristologici.

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Acqua

Acqua

Il Convento di Sant’Agostino sorge in prossimità del Rino, fossato medievale ormai da tempo occultato alla vista, ma di cui si ricorda la presenza nel nome dell’attuale vicolo Rino.
Presso il Museo civico di Crema sono esposte diverse imbarcazioni monossili, risalenti ad un periodo compreso tra il III e il XIII secolo, recuperate dai fondali dei fiumi Adda e Oglio nella seconda metà del XX secolo.
Nutrita è anche la collezione delle mappe del territorio cremasco dedicate ai percorsi dei fiumi e delle rogge.

Terra

Terra

La struttura conventuale conserva ancora testimonianze dell’originario apparato fittile: si vedano i chiostri e alcuni dettagli dei prospetti interni, le modanature dell’ingresso della sala capitolare e delle finestre che la affiancano.
Diverse terrecotte provenienti dal Duomo di Crema e da altri edifici cittadini sono visibili nelle collezioni museali ospitate al piano superiore.

Aria

Aria

Presso il Museo civico di Crema e del Cremasco nel 2015 è stata aperta la Sezione di arte organaria che illustra sia l’evoluzione della produzione organaria cremasca sia la struttura interna di un organo, evidenziando anche le diverse fasi di produzione, dalla realizzazione delle canne al collaudo finale dello strumento.