Palazzo Benzoni (ora biblioteca comunale)

Le vicende di questo edificio sono strettamente connesse a quelle della famiglia Benzoni che ebbe qui la sua residenza dal XV al XVIII secolo. L’attuale aspetto del palazzo, nonostante le manomissioni dovute ai molti cambiamenti d’uso, risale a diversi interventi promossi tra il XVII secolo e lo scorcio del XVIII.

Dopo l’ampliamento architettonico voluto da Roberto Benzoni nel 1627, è Giovanni Andrea Benzoni a promuovere un riassetto decorativo che interessa gli ambienti interni e la facciata, dove viene collocato il maestoso portale acquistato presso gli eredi di Francesco Tensini che lo aveva commissionato per la sua dimora. La decorazione ad altorilievo del portale associa due nerboruti telamoni ai simboli della vita del Tensini (bombarde, proiettili, vessilli, tenaglie, cimieri, trombe e tamburi) che si era distinto come generale d’artiglieria ed ingegnere militare.

Nel 1795 in seguito alla morte di Luigi Benzoni, il palazzo passa a Maurizio e Venceslao Frecavalli, finché nel 1832 viene venduto all’Ospedale degli Esposti e dei Mendicanti che avrà qui la sua sede fino al 1929. Dopo un integrale intervento di restauro dal 2002 accoglie la Biblioteca comunale.

Degli antichi fasti il palazzo conserva numerose attestazioni: l’elegante facciata seicentesca scandita da due ordini di finestre timpanate, il portale sovrastato da un prezioso balcone in ferro battuto e l’imponente scalone ornato nel 1675-80 dalle statue in stucco di Gerolamo Aliprandi che esaltano le virtù del casato (Carità, Custodia, Concordia, Economia, Prudenza, Fedeltà, Temperanza). Al piano nobile si apre la galleria impreziosita da imponenti sovrapporte in stucco con putti, vasi di fiori, stemmi, ghirlande, volute, drappi e medaglie con profili di uomini e donne.

Sul lato sud della galleria si aprono tre stanze parallele; la prima aveva funzione di alcova, come si riconosce dall’arco percorso da gioiosi putti in stucco e dall’affresco con la visita di Diana ad Endimione.

Di particolare suggestione sono le tre stanze nell’ala orientale con fregi e volte dipinte con i Trionfi di Diana e Venere e la Primavera, corredate di splendide quadrature di gusto ormai barocchetto.

Nel 1682 risulta abitare nel palazzo il pittore Giovan Battista Brunelli, ma sembra non aver lasciato suoi dipinti.

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Fuoco

Fuoco

Francesco Tensini (1580- 1638): personaggio singolare, viene esiliato a causa di uno scherzo compiuto ai danni del marchese Zurla. Nel 1595 aveva falsificato i biglietti d’invito alla rappresentazione del Pastor Fido, messa in scena nel palazzo del marchese che si vide invaso da una folla di persone indesiderate. Allontanato dalla città natale, intraprende la carriera militare, affermandosi come generale d’artiglieria ed ingegnere militare a servizio dei maggiori sovrani del tempo in Spagna, Fiandra, Olanda, Boemia e Baviera. Nel 1620, dopo la guerra di Valtellina, torna a Crema e compra una tenuta a Santa Maria della Croce. Nel 1624 pubblica il trattato La Fortificazione, Guardia, Difesa et Expugnatione delle Fortezze esperimentata in diverse guerre. La sua morte ha connotati romanzeschi: nel 1638, mentre con la sua carrozza si appresta a rincasare, viene assassinato da Giovanni Battista e Vincenzo Balis Crema.