Palazzo Benzoni-Scotti-Martini-Donati

Le origini dell’edificio risalgono ai primi del XVI secolo, quando venne edificato per volontà di Socino Benzoni, capitano di ventura, che ebbe qui il privilegio di ospitare nel 1509 il re di Francia Luigi XII reduce dalla vittoria riportata contro Venezia nella battaglia di Agnadello.

La famiglia Benzoni si era contraddistinta all’inizio del XV secolo per importanti ruoli pubblici, tra cui la signoria di Crema (1404-1423). Tra gli esponenti della famiglia spicca Paola Benzoni, nipote di Socino, nota per essere la madre di Francesco Bernardino Visconti, le cui gesta hanno ispirato Alessandro Manzoni nel delineare il profilo dell’Innominato ne I promessi sposi. In seguito alle nozze tra Laura Benzoni, sorella di Paola, e Lucrezio Scotti, il palazzo passò ai conti Scotti che lo abitarono fino al 1765; successivamente divenne dimora della famiglia Martini, finché nel 1932 Emilia Martini Giovio della Torre lo cedette al notaio Francesco Donati.

Il palazzo conserva nei lati nord ed ovest l’originaria struttura cinquecentesca che venne rialzata nel XVIII secolo, quando si decise l’ampliamento dell’edificio, aggiungendo l’ala est. In questa occasione gli austeri prospetti vennero arricchiti da finestre timpanate e leggiadri decori in stile barocchetto. Il rinnovamento del palazzo, promosso dalla famiglia Martini, interessò anche le stanze del piano nobile che vennero decorate con eleganti grottesche e motivi neoclassici.

La bassa costruzione che sul lato sud dell’edificio congiunge le due ali è stata aggiunta nel 1914 in sostituzione delle antiche scuderie. L’accesso all’edificio affaccia, ancora oggi, sul vicolo che conduce in piazza Duomo, fatto costruire da Socino, abbattendo parte delle fortificazioni della piazza.

La facciata, dalle linee semplici ed essenziali, accoglie il portale sovrastato dal cinquecentesco balcone in ferro battuto. Nel cortile le colonne conservano sui capitelli lo stemma della famiglia Benzoni, un mastino nero su losanghe, e l’ingresso all’ala cinquecentesca è sottolineato da un leggiadro capitello pensile.

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Fin dalle origini il palazzo è stato costruito in laterizio, come testimoniano gli austeri prospetti cinquecenteschi (lato nord e ovest) che oggi si presentano in cotto a vista, a differenza di quelli settecenteschi intonacati e caratterizzati da esuberanti decorazioni plastiche.