Palazzo comunale

Il 20 aprile 1525 si diede inizio alla costruzione del Palazzo Comunale, in sostituzione del vecchio palazzo della Ragione ormai in rovina. Il nuovo maestoso edificio, emblema del potere politico e della Repubblica di Venezia, viene concepito in rinascimentali forme monumentali e si sviluppa con una pianta ad L lungo il lato ovest e il lato nord della piazza del Duomo, inglobando il Torrazzo, la Torre Pretoria e il Palazzo Pretorio.

Il prospetto principale è suddiviso in tre ordini ove i caratteri austeri dell’architettura lombarda sono stemperati dalla ricca serie di aperture di ascendenza veneziana: il raffinato portico presenta colonne in marmo botticino sostenenti archi a tutto sesto profilati da formelle in terracotta che richiamano la sovrastante cornice marcapiano. Al piano nobile - tra monofore, bifore e trifore - sono presenti diverse insegne gentilizie marmoree che ricordano alcuni dei podestà e capitani che hanno governato Crema tra il 1449 e il 1797 e che ci riportano ad alcune delle maggiori famiglie del patriziato veneto: Gritti, Zeno, Zorzi, da Ponte, Cavalli, Bon e Bondumier. All’interno del palazzo Comunale, si conservano invece diversi ritratti di podestà realizzati da Gian Giacomo Barbelli (1640-1651).

La facciata non ha subito mutamenti sostanziali nel corso dei secoli, diversamente dall'interno. Tra il 1958 e il 1962 infatti l'intero edificio è stato sottoposto ad un radicale intervento di ristrutturazione e riqualificazione degli spazi ad opera dell’architetto Carlo Perogalli e dell’ingegner Silvio Mosconi, che ha previsto l’abbattimento e la ricostruzione dell’intera struttura, tranne la facciata che è stata preservata grazie a una struttura in cemento armato che tuttora la sostiene.

Il Palazzo Comunale è chiuso a nord dalla medievale Torre Pretoria (1286). A pianta quadrata, in cotto a vista, nel corso dei secoli ha subito modifiche nella fronte principale, prima con l’apertura al piano terra di finestre quadrate a bugnato, poi di finestre, al primo piano, impreziosite da balconcini in ferro battuto; frutto del restauro novecentesco sono invece le tre monofore centinate nella parte alta. Al centro campeggia il leone di san Marco: posto in origine su Porta Ripalta, una delle perdute porte della città, nel 1509 dopo la battaglia di Agnadello venne asportato dai francesi. Ritrovato ad Asti, nel 1558 fu collocato sulla torre; ma, nel 1797 in seguito alla caduta di Venezia venne nuovamente oltraggiato dai francesi che ne danneggiarono il muso e le zampe, poi ricostruite in un ottocentesco intervento di restauro.

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Terra

Terra

Le formelle in terracotta che sottolineano gli archi a tutto sesto del porticato e formano la cornice marcapiano sono realizzate attraverso la tecnica dello stampo e testimoniano il diffondersi nel corso del Cinquecento di modelli decorativi derivati dal grande plasticatore Agostino de Fondulis.

Aria

Aria

Sulla facciata del Palazzo Comunale uno stemma ricorda il podestà e capitano Federico Cavalli, mecenate e protettore del celebre compositore Francesco Caletti Bruni (1602-1676), in arte Francesco Cavalli, che fu anche organista e maestro di cappella a Venezia.

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