Palazzo Patrini-Premoli-Pozzali

L'edificazione dell'imponente edificio è da collegarsi alle nozze, celebrate il 26 aprile 1694, tra Domenico Patrini e Lucrezia Benvenuti. Tra il 1702 e il 1712, Domenico Patrini infatti, volle creare una dimora che alludesse non solo al potere della propria famiglia, membro del Consiglio Generale della città, ma anche alla gloria dei Benvenuti, da poco insigniti del titolo comitale.

Il palazzo originariamente presentava un impianto architettonico a U, modificato con l'aggiunta, nell'Ottocento, sul fondo del cortile, di una sezione neogotica che termina con una torretta merlata. Il rigore della facciata in cotto viene nobilitato dalla cornice marcapiano e da due lunghe file di finestre chiuse al piano terra da profili rettilinei e con timpani ovali al piano nobile. Il portale è imponente e sormontato da un balconcino in pietra collocato nel 1708. Al centro, un’enorme aquila ad ali spiegate ha sul petto una collana a trentatre grani e un fiocco, la mispaa, rimando alle virtù guerriere di famiglia e in particolar modo del fratello di Lucrezia, Giovan Battista, che nel 1683 partecipò alla battaglia di Vienna sconfiggendo i turchi.

Dal portale si accede al cortile centrale, delimitato da un porticato a volte. Il lato est del piano terra accoglieva le antiche stalle, mentre nel giardino privato un bicentenario cedro del Libano è visibile attraverso una cancellata novecentesca.

Gli interni risultano impreziositi da una decorazione pittorica diversificata con elementi vegetali e floreali al piano nobile, mentre elementi geometrici e stemmi araldici, decorano alcune sale al pian terreno. Non si conoscono i nomi dei loro autori.

Nel 1755 l’ultimo discendente della famiglia Patrini, Carlo, scelta la vita monastica, donò il palazzo al cugino Livio Alessandro Benvenuti che lo vendette al conte Giulio Premoli.

Dal 1974 il palazzo appartiene alla famiglia Pozzali, che ne ha fatto la propria residenza oltre che sede di uffici. 

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Terra

Terra

L'utilizzo del mattone è l’elemento caratterizzante di moltissima architettura lombarda che aspira a caratteri di austera monumentalità, proprio come nel caso di questo palazzo che si contraddistingue per la severità del suo stile.

Fuoco

Fuoco

Giovan Battista Benvenuti (1658-1694) fu un valente uomo d’armi nelle guerre contro i Turchi e gli Ungheresi: in qualità di alfiere partecipò alla battaglia di Vienna (1683), mentre come capitano di compagnia si distinse valorosamente nell’assedio di Gegye (1689), impresa che gli permise di ottenere dall’imperatore Leopoldo I d’Asburgo la concessione del titolo di conte, per sé e per la sua famiglia.