Palazzo Vimercati Sanseverino

L’edificio, con fronte su via Benzoni, è parte di un complesso architettonico ampio e stratificato che arriva ad includere verso est anche la rinascimentale chiesa di Santa Maria Maddalena e Santo Spirito.

Con la realizzazione del palazzo si riqualificò l’area in cui si trovavano le abitazioni dei coniugi Sermone Vimercati (esponente di una delle più antiche e prestigiose famiglie lombarde) e Ippolita Sanseverino (contessa di Pandino e figlia di un generale di Galeazzo Sforza, nonché senatore del Ducato di Milano). Gli stemmi delle due casate confluirono pertanto in un nuovo blasone, che ora sovrasta il grandioso portale marmoreo centrale. Sull’architrave un’iscrizione ricorda che i lavori, iniziati circa nel 1590, vennero portati a termine nel 1602.

Altre insegne gentilizie, più piccole, fanno mostra di sé lungo la via, sormontando le finestre al pianterreno e rimandando alle famiglie vicine ai Vimercati Sanseverino, o per parentela o per affinità politica (Benzoni, Mandoli, Terni, Vimercati, Sanseverino, Amanio, Secchi). Al piano superiore invece vengono celebrati gli esponenti più in vista della casata: li vediamo ritratti nei busti in marmo ospitati nei timpani spezzati delle finestre. Sotto i davanzali pendono festoni fruttiferi, in cui i prodotti della terra occhieggiano da una vegetazione lussureggiante, come auspicio di feconda prosperità per i proprietari del palazzo.

A dividere i due piani troviamo poi un mezzanino, raro a vedersi nelle residenze gentilizie cremasche.

Superato il portale centrale si accede a una corte porticata di classica compostezza, impreziosita al primo piano da una sofisticata ringhiera, pregevole ricamo in ferro battuto (firmata e datata “1704. Alvisio Chaneval F.”). Il motivo decorativo è poi ripreso nella cancellata della loggia, dalla quale si passa al giardino retrostante. Qui si ha una bella vista sul tiburio e sulla parte absidale della chiesa di Santa Maria Maddalena e Santo Spirito, entrata a far parte del patrimonio Vimercati Sanseverino nel 1837.

La mossa articolazione dell’intero complesso può essere meglio apprezzata svoltando da via Benzoni nella adiacente piazza Premoli (già piazza Solada o – in altre attestazioni – Solata, con allusione al suo essere pavimentata).

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Fuoco

Fuoco

Numerosi esponenti della famiglia Vimercati Sanseverino si distinsero in ambito militare rivestendo importanti incarichi per la Repubblica di Venezia: Lodovico II, Marcantonio, i fratelli Orazio, Francesco e Ottavio, senza dimenticare Lodovico III di cui ci sono pervenuti anche alcuni scritti relativi alle fortificazioni.

Aria

Aria

In questo palazzo il 18 settembre 1838 l’imperatore Ferdinando I d’Asburgo venne accolto con concerti di giubilo della banda civica e cori diretti dal celebre Stefano Pavesi.