Porta Serio

Porta Serio è la porta orientale della città; deve il suo nome al fiume che scorre poco fuori dal centro storico e che un tempo costituiva un’importante via di comunicazione.

All’inizio del XIX secolo nell’ambito di un progetto di riqualificazione generale del perimetro della città reso necessario dal mutare dei tempi, la Municipalità deliberò di rifare la porta orientale, che si apriva in direzione di Brescia e di Bergamo, e la porta occidentale, aperta sulla direttrice di Milano e di Lodi.

Al posto dell’originaria porta militare di aspetto semplice ed austero, fra il 1805 ed il 1807 su progetto dell’architetto cremonese Faustino Rodi venne costruita l’attuale Porta Serio, monumentale ed imponente.

La facciata interna è abbellita da quattro statue di guerrieri, opera di Orazio e Francesco Marinali, artisti bassanesi della seconda metà del sec. XVII. Tali statue rappresentano un esempio di reimpiego di opere che originariamente ornavano i palazzi nobiliari della città dai quali erano state rimosse nei giorni di insurrezione rivoluzionaria del 1797 dovuti all’arrivo dei francesi e alla conseguente caduta del governo veneziano.

Le due statue che coronano la facciata esterna sono allegorie della Francia e dell’Italia e sono espressione della statuaria neoclassica locale.

La porta era raccordata alle mura tramite gli uffici del dazio e della guardia civica che vennero abbattuti nel 1919 per rendere più fluida la comunicazione fra l’interno e l’esterno del centro storico.

All’esterno della porta si trova il piazzale delle Rimembranze: di forma ellittica, venne realizzato nel 1817 come raccordo monumentale tra l’ingresso alla città e il viale che conduce alla basilica di Santa Maria della Croce.

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Fuoco

Fuoco

A nord della porta sorgeva il Castello di Porta Serio che costituiva il principale nucleo difensivo della città, costruito a partire dal 1335 e successivamente ingrandito. Le sue strutture raggiungevano uno spessore di nove braccia ed erano protette dal fossato bagnato dalla roggia Fontana che ancora oggi percorre lo stesso tracciato di un tempo. Nel 1803 un decreto considerò Crema città aperta e, venute meno le esigenze difensive, il castello venne ceduto a privati che lo smantellarono e lo utilizzarono come cava di laterizi. L’area del rivellino e degli spalti del castello che si sviluppavano all’esterno delle mura sono diventati i giardini pubblici di Porta Serio e la loro forma testimonia ancora oggi il perimetro dell’antica fortificazione.

Acqua

Acqua

I giardini pubblici di Porta Serio sono attraversati e delimitati dalla roggia Fontana che un tempo alimentava il fossato della fortezza e che oggi costituisce l’unico corso d’acqua a cielo aperto entro le mura.

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