Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Nel 1601 il Consorzio del SS. Sacramento della chiesa della SS. Trinità decide di edificare la chiesa per ospitare la miracolosa immagine a fresco della Madonna con il Bambino, attualmente collocata come pala dell’altare ottocentesco, fiancheggiata da due statue marmoree di Andrea Fantoni (1722).

Concluso nel 1613, il semplice edificio presenta dimensioni ridotte e un’armonica facciata di gusto ancora cinquecentesco, formata da due ordini sovrapposti impostati su alti zoccoli. L’interno è costituito da un vano rettangolare coperto da volta a botte e terminante con un piccolo presbiterio voltato a padiglione. Nel 1640 si apportano le modifiche murarie indispensabili per l’intervento pittorico affidato a Gian Giacomo Barbelli, che tra il 1641 e il 1643 vi realizza l’intero ciclo decorativo improntato alle più moderne teorie del quadraturismo bresciano. Il complesso sistema compositivo integra architettura reale e architettura dipinta, conseguendo un effetto di illusionismo prospettico spettacolare. Nella volta è raffigurata l’Assunzione di Maria, sospinta verso l’alto da una complessa quadratura popolata da finte statue di profeti ed evangelisti, in un trionfo di angeli musicanti; nella volta sopra il presbiterio, un po’ appartata, vi è l’Incoronazione di Maria.

Il gioco della finzione continua sulle pareti laterali, dove sono raffigurati gli apostoli che si affacciano da una balaustrata in atteggiamenti vari; su lesene e cornicioni l’artista ha disseminato una moltitudine di putti festanti. In controfacciata e sopra la porta laterale sono affrescati due episodi in cui compare la Madonna, L’adorazione dei Magi e Il riposo dalla fuga in Egitto, contornati come fossero pale da cornici in stucco.

Il ciclo pittorico delle Grazie viene compiuto da Gian Giacomo Barbelli e dalla sua bottega che comprendeva il bergamasco Evaristo Baschenis e probabilmente anche Ottavio Viviani, specialista in quadrature.

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Fuoco

Fuoco

Il torrione nei pressi della chiesa recava l’immagine della Madonna con il Bambino, che vi fu dipinta nella prima metà del XVI secolo a protezione di questo tratto di mura venete presso Porta Ombriano. I cittadini espressero una viva devozione per la ‘Madonna del Torrione’, per cui fu dapprima costruita una tettoia che la riparasse e poi un’edicola, che divenne presto un piccolo luogo di culto. Quindi si rese necessaria una collocazione più idonea per il dipinto miracoloso, che nel 1613 fu traslato solennemente nella nuova chiesa delle Grazie alla presenza del vescovo e del podestà.

Aria

Aria

L’organo è stato realizzato nel 1834 dalla bottega dei fratelli Serassi, celebri maestri organari di Bergamo. La cantoria è opera coeva di un intagliatore bergamasco, Giovanni Annesa.